Come funzionano le stampanti laser – prima parte

Cosa c’è dietro alla tecnologia delle stampanti laser?
Ecco la guida per conoscerla e acquistare in modo più consapevole

Prima parte – parte secondaparte terza

Molte persone usano le stampanti laser a casa o per lavoro, ma la maggior parte probabilmente non pensa alla tecnologia che trasforma i bit di dati digitali in fogli leggibili con testo e immagini. Pochissimi di noi hanno mai preso in considerazione elementi come il tamburo, il fusore lo scambio di dati o l’elettricità statica che tutti insieme stampano i nostri fogli.
In questo articolo sveleremo il mistero dietro alle stampanti laser, tracciando il percorso di una pagina dai caratteri sullo schermo del computer alle lettere stampate su carta. Come si è visto , il processo di stampa laser si basa su alcuni principi scientifici applicati in modo estremamente innovativo.

L’elettricità
Il principio di base al lavoro in una stampante laser è l’elettricità statica, la stessa energia che rende i vestiti “elettrici” quando l’aria è carica di elettricità. L’elettricità statica è semplicemente una carica elettrica accumulata su un oggetto isolato, ad esempio che può essere anche il corpo umano. Dal momento che gli atomi di carica opposta sono attratti l’un l’altro, gli oggetti con opposti campi di elettricità statica si attraggono.
Una stampante laser utilizza questo fenomeno come una sorta di “colla temporanea. ” Il componente principale di questo sistema è il fotoricettore, tipicamente un tamburo o cilindro rotante. Questo tamburo è fatto di materiale altamente fotoconduttore su cui vengono scaricati fotoni di luce.

Il tamburo
Inizialmente al tamburo viene data una carica totale positiva, e mentre il tamburo ruota, la stampante fa brillare un piccolo raggio laser sulla superficie per scaricare determinati punti. In questo modo, il laser disegna le lettere e le immagini da stampare come un pattern di cariche elettriche, quindi un’immagine elettrostatica.
Il sistema può funzionare anche con le cariche invertite cioè, un’immagine positiva elettrostatica su uno sfondo negativo.
Dopo che il modello è impostato, la stampante avvolge il tamburo con il toner caricato positivamente. Dal momento che ha una carica positiva, il toner aderisce alle aree caricate negativamente del tamburo: è come scrivere su una lattina con la colla e poi spargere sopra un pò di farina che si attacca solo dove la colla riveste la lattina, quindi si finisce con un messaggio scritto con la polvere.

Il tamburo rotola poi su un foglio di carta, che si muove lungo un nastro sottostante, prima che la carta rotoli sotto il tamburo, viene data una carica negativa al rullo di carica. Questa carica è più forte della carica negativa dell’immagine elettrostatica, così la carta può attirare la polvere presente nel toner. Dal momento che si muove alla stessa velocità del tamburo, la carta preleva esattamente il modello di immagine.
Il fusore
Infine, la stampante passa la carta attraverso il fusore, una coppia di rulli riscaldati: quando la carta passa attraverso questi rulli, il toner in polvere si scioglie e si fonde con le fibre della carta. Il fusore srotola la carta per il vassoio di uscita, e averemo la nostra pagina finita!
L’unità di fusione riscalda anche la carta stessa, naturalmente, ed è per questo che le pagine sono sempre calde quando escono da una stampante laser o fotocopiatrice.
Quindi come mai la carta non brucia per il calore prodotto? Principalmente per la velocità con cui la carta passa attraverso i rulli,  cosaì in fretta che non prende molto calore che potrebbe risultare pericoloso.
Dopo la deposizione del toner sulla carta, la superficie del tamburo viene scaricata e l’immagine elettrica cancellata.
Concettualmente, questo è tutto quello che succede dentro la vostra stampante. Naturalmente, in realtà il tutto è più complesso.
Fine prima parte, seconda parte